I mutamenti climatici che stravolgono i rapporti umani con la natura, l’identità dei popoli corrosa dalla globalizzazione, la decadenza della famiglia, la degenerazione delle democrazie conseguente al potere crescente di microformazioni disgregatrici, il dilagare della illegalità e della corruzione, la progressiva sparizione di aspetti e usi della quotidianità: tutto sembra indurre negli animi di colti e incolti una paura che si va espandendo come inarrestabile incendio: il terrore della catastrofe, la fine dell’umanistico culto della bellezza. Le pagine di questo libro non contengono un pamphlet, un saggio critico, il rimpianto di un mondo perduto, un’accusa; ma un racconto, che cerca risposte nell’arbitrio dell’immaginario.
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