L'intersezionismo speculare incrocia lessico e musica. Il Manifesto Intersezionista è innanzitutto basato sulle rimozioni della lettura. Non parlo delle letture “strumentali” necessarie all’acquisizione del sapere, secondo cui bisogna aver letto per sapere da dove deriva la legge... Si tratta invece di un’istanza bizzarra, ancora enigmatica, situata al confine fra Storia e Musica. Ci sento il desiderio di mettere a funzionare qualcosa che è bloccato e che interviene nella lettura con una certa voluttà che nasce dall’erotismo della lettura. Nel corpo della lettura si mescolano e si intrecciano tanti moti diversi. Nel caso che mi presenti, la lettura produce un corpo sconvolto, ma non frantumato. La lettura è di per sé l’elemento che conduce all’immaginario musicale. Desideriamo necessariamente leggere la musica che l’autore aveva in mente quando scriveva: il prodotto è restituito dal Manifesto Intersezionista, come una promessa o una catena di desideri, poiché ogni scrittura vale per la musica che genera, all’infinito.
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